Test su Evoluzione del Diritto nell'Alto Medioevo
Evoluzione del Diritto nell'Alto Medioevo: Guida Completa
Test: Diritto medievale romano-canonico, Diritto medievale consuetudinario, Diritto medievale feudale, Diritto medievale ecclesiastico-politico, Diritto medievale canonico e storie, Diritto medievale pratiche e operatori, Diritto medievale generale, Diritto medievale studî e scuole, Diritto medievale comunale e urbano, Diritto medievale regionale e comparato, Storia del diritto (generale) - sviluppi e periodizzazioni, Storia del diritto (generale) - istituzioni e professioni, Umanesimo giuridico: contesto generale, Umanesimo giuridico: dottrina e teoria, Umanesimo giuridico: ambito geografico, Storia moderna del diritto - dottrina e scuole, Storia moderna del diritto - trasformazioni e modernità, Storia moderna del diritto - diritto e impero, Storia moderna del diritto - filosofia politica, Storia moderna del diritto - diritto e istituzioni, Storia del diritto (generale) - dottrina e pensiero giuridico, Umanesimo giuridico: evoluzioni moderne, Riforme giuridiche settecentesche, Diritto penale e giustizia criminale settecentesca, Diritto e cultura nobiliare
20 domande
Domanda 1: Secondo Alciato, lo stile del giurista che si attiene rigorosamente allo spirito della legge e ai principi del diritto, limitando l'uso dell'argumentum ab auctoritate, è denominato 'Quantità'.
A. Ano
B. Ne
Spiegazione: Secondo Alciato, il giurista che osserva rigorosamente lo spirito della lex e i principia iuris, limitando l'uso dell'argumentum ab auctoritate, è associato alla 'Brevità'. La 'Quantità' (maior copia) è invece lo stile del giurista che accumula e riordina le opinioni, fondato sull'argumentum ab auctoritate e sulla communis opinio.
Domanda 2: Secondo le informazioni fornite, chi erano i destinatari o i richiedenti del *consilium sapientis pro veritate*?
A. Il giudice, a cui veniva direttamente indirizzato per la risoluzione della causa.
B. Una parte implicata in un processo o che prevedeva di esserlo.
C. Gli avvocati, che lo richiedevano materialmente per allegarlo alla causa.
D. I giuristi dotti universitari, per la loro formazione accademica.
Spiegazione: Il testo specifica che il *consilium sapientis pro veritate* era «realizzato da un giurista su richiesta di una parte implicata nel processo o anche soltanto nella previsione di un processo» e che era «Materialmente richiesti dagli avvocati, essi venivano allegati nella causa quale testimonianza del diritto». Quindi, sia le parti coinvolte nel processo (o nella sua previsione) sia gli avvocati che agivano per loro conto erano i richiedenti/destinatari. Il *consilium sapientis iudiciale*, invece, era indirizzato al giudice.
Domanda 3: Gian Vincenzo Gravina ricoprì la cattedra di Istituzioni di ius civile presso l'Università romana.
A. Ano
B. Ne
Spiegazione: Nell’Università romana il Gravina ricoprì la cattedra di Istituzioni di ius civile dal 1699 al 1704, come specificato nei materiali di studio.
Domanda 4: Quale delle seguenti affermazioni riguardo all'Accademia dell'Arcadia e al ruolo di Gian Vincenzo Gravina è corretta?
A. Gian Vincenzo Gravina fu il principale fondatore dell'Accademia dell'Arcadia, creata per promuovere un diritto razionale e sistematico.
B. Gravina contribuì alla fondazione dell'Accademia dell'Arcadia e ne redasse lo statuto, il "Pro legibus Arcadum", in un latino arcaico.
C. L'Accademia dell'Arcadia si prefiggeva un ritorno alla purezza della poesia italiana, in reazione agli eccessi barocchi del Seicento.
D. Gravina vide negli ideali dell'Arcadia un parallelo con la sua visione di un diritto semplice e puro, libero da casistiche e sofismi.
Spiegazione: Il testo afferma che Gravina contribuì alla fondazione dell'Accademia dell'Arcadia dopo la morte della regina Maria Cristina di Svezia e che ne redasse lo statuto, "Pro legibus Arcadum", in un latino arcaico sul modello delle XII tavole. Viene inoltre specificato che l'Accademia si proponeva un recupero della purezza della poesia italiana in nome del gusto classico, come reazione agli eccessi barocchi. Infine, il materiale indica che Gravina coniugava questi ideali poetici ed estetici con la sua concezione di un diritto semplice e puro, liberato dalle pesantezze scolastiche.
Domanda 5: Il progetto del Codex Legum Neapolitanarum naufragò per via di critiche politiche e tecnico-giuridiche.
A. Ano
B. Ne
Spiegazione: Il testo afferma esplicitamente che il progetto del Codex Legum Neapolitanarum "naufragò sotto le critiche politiche e tecnico-giuridiche".