Fondamenti di Igiene e Sanità Pubblica: Le Infezioni Ospedaliere, Una Guida Completa per Studenti
Le infezioni ospedaliere, conosciute anche come infezioni nosocomiali, rappresentano una sfida significativa nel settore sanitario, con impatti rilevanti sulla salute dei pazienti e sui costi del sistema. Questo articolo, pensato per studenti che si preparano all'esame di igiene e sanità pubblica, esplora in dettaglio cosa sono, come si prevengono e perché sono così importanti.
Comprendere le Infezioni Ospedaliere: Definizioni e Storia
Prima di addentrarci nelle strategie di prevenzione, è fondamentale definire i termini chiave. Per microrganismi si intendono organismi unicellulari come batteri, protozoi e miceti. I virus sono strutture subcellulari che necessitano di una cellula vivente per replicarsi. Quando questi agenti patogeni si moltiplicano nei tessuti umani, causano malattie da infezione.
Il percorso di un'infezione si articola in diverse tappe:
- Contaminazione: l'arrivo dei microrganismi su cute o mucose.
- Penetrazione: l'ingresso dei microrganismi attraverso cute e mucose.
- Localizzazione (o Colonizzazione): i microrganismi si fissano su organi o tessuti specifici.
- Infezione: l'instaurarsi di un rapporto dinamico tra microrganismo patogeno e organismo ospite, con la riproduzione del microrganismo nei tessuti.
È cruciale distinguere la contaminazione dall'infezione: la prima può risolversi senza conseguenze, mentre la seconda indica un'interazione più profonda che non sempre sfocia nella malattia conclamata. La trasmissione delle malattie infettive segue uno schema: Sorgente di infezione → Via di trasmissione → Organismo ricettivo.
Le infezioni ospedaliere sono quelle contratte in ospedale che si manifestano durante il ricovero o dopo la dimissione, e che non erano presenti o in incubazione al momento dell'ammissione. Spesso sono causate da microrganismi opportunisti, scarsamente virulenti ma pericolosi per soggetti debilitati, e da ceppi antibiotico-resistenti proliferati a causa dell'uso indiscriminato di antibiotici.
La consapevolezza delle infezioni ospedaliere ha radici storiche profonde. Già nel 1846, Semmelweiss dimostrò il ruolo delle mani degli operatori nella trasmissione della febbre puerperale, sottolineando l'efficacia del lavaggio delle mani. Infermiere come Nightingale e chirurghi come Simpson (1860) ipotizzarono il ruolo del sovraffollamento e della scarsa igiene. Con le scoperte di Koch e Pasteur, si intensificarono gli studi sui germi e le misure preventive, come l'uso di mascherine, guanti e camici nelle sale operatorie all'inizio del XX secolo. L'introduzione degli antibiotici nella Seconda Guerra Mondiale generò una falsa sicurezza, infrantasi negli anni '50 con la pandemia di stafilococchi meticillino-resistenti. Questo portò alla creazione dei Comitati per il Controllo delle Infezioni Ospedaliere e alla figura dell'infermiera addetta al controllo delle infezioni (infection control nurse).
Distribuzione e Fattori di Rischio delle Infezioni Nosocomiali
Le infezioni ospedaliere si concentrano principalmente in quattro aree, che rappresentano circa l'80% dei casi:
- Tratto urinario (35-40% dei casi, le più frequenti)
- Ferite chirurgiche
- Apparato respiratorio (polmoniti)
- Infezioni sistemiche (sepsi, batteriemie)
Studi come il NNIS (National Nosocomial Infection Study) e il SENIC (Study on the Efficacy of Nosocomial Infection Control) negli Stati Uniti e studi di prevalenza europei (inclusa l'Italia) indicano che circa il 5-9% dei pazienti ospedalizzati contrae un'infezione durante il ricovero.
I fattori di rischio sono multifattoriali e si dividono in:
- Intrinseci (non modificabili): età, sesso (donne più a rischio per infezioni urinarie, uomini per infezioni del sito chirurgico, polmoniti e batteriemie), malattie di base e patologie associate che riducono le difese immunitarie.
- Estrinseci (modificabili): durata della degenza (totale e pre-operatoria), durata dell'intervento chirurgico, presenza e permanenza di cateteri urinari o intravascolari, respirazione assistita. La riduzione della durata di esposizione e l'adozione di pratiche assistenziali adeguate possono mitigare questi rischi.
Particolare attenzione va rivolta ai pazienti immunocompromessi, per i quali anche microrganismi normalmente saprofiti possono diventare patogeni.
L'Impatto delle Infezioni Ospedaliere: Mortalità e Costi
Le infezioni nosocomiali hanno conseguenze gravi, che vanno ben oltre la semplice malattia. La mortalità nei pazienti infetti è significativamente più alta, variando dal 10% nella popolazione ospedaliera generale al 35% nei reparti ad alto rischio. Nello specifico, la mortalità diretta per batteriemie è circa del 25%, per polmoniti intorno al 10%, mentre per infezioni del tratto urinario si stima 1/1000.
Oltre alla sofferenza umana incalcolabile, ci sono costi economici enormi. Un'infezione ospedaliera aumenta la degenza media di circa 7 giorni. Secondo i CDC, un'infezione urinaria allunga la degenza di 1-4 giorni, quella del sito chirurgico di 7-8 giorni, la sepsi di 7-21 giorni e la polmonite di 7-30 giorni. L'Istituto Superiore di Sanità (ISS) stima che le 533.000 infezioni ospedaliere annuali in Italia comportino 3.730.000 giornate di degenza aggiuntive, senza contare la perdita di giornate lavorative e i costi per i familiari.
Linee Guida e Protocolli per la Prevenzione delle Infezioni Ospedaliere
Le linee guida internazionali, come quelle dei Centers for Disease Control (CDC) di Atlanta, sono fondamentali per la prevenzione. Si basano su evidenze scientifiche, razionale teorico, applicabilità e impatto economico.
Le misure chiave includono:
- Lavaggio mani
- Misure di isolamento
- Sterilizzazione
- Guida all'utilizzo di antisettici e disinfettanti
- Prevenzione delle Infezioni Ospedaliere del Sito Chirurgico
- Prevenzione delle Infezioni Ospedaliere dei Dispositivi Intravascolari
- Prevenzione delle Infezioni Ospedaliere delle Vie Urinarie
- Protocollo profilassi post-esposizione
- Linee guida per la profilassi antibiotica dell'endocardite batterica
- Linee guida pazienti splenectomizzati
L'Importanza del Lavaggio delle Mani per gli Operatori Sanitari
Il lavaggio delle mani è la misura più importante e da sola è in grado di ridurre il tasso di infezioni ospedaliere fino al 40%. La mano è un veicolo di contaminazione per il paziente stesso (cute, ferite, materiale organico), per il personale sanitario (mani, faccia, corpo, vestiti) e per l'ambiente (pazienti, personale, attrezzature, presidi, materiali, ambiente).
Esistono tre tipi di lavaggio delle mani, distinti per prodotti e durata:
- Lavaggio Sociale
- Perché: Per rimuovere sporco e gran parte della flora transitoria (microrganismi ambientali acquisiti per contatto, che possono essere patogeni e antibiotico-resistenti, es. Enterococchi, Stafilococchi, E. coli, Klebsiella spp, Miceti).
- Prodotti: Acqua e sapone.
- Quando: Prima e dopo distribuzione vitto, somministrazione farmaci, contatto con il paziente, aver consumato alimenti, uso servizi igienici. Dopo aver rimosso guanti, padelle/pappagalli, rifatto i letti, contatto con materiale organico.
- Come: Inumidire mani e polsi (38-40°C), versare 4 ml di detergente (azionando con il gomito), insaponare e frizionare vigorosamente per 30 secondi - 1 minuto (spazi interdigitali, estremità dita, zona periungueale). Risciacquare sotto acqua corrente. Asciugare con salvietta di carta monouso, usandola anche per chiudere il rubinetto.
- Lavaggio Antisettico
- Perché: Per ridurre rapidamente flora transitoria e carica microbica residente (es. Corynebatteri saprofiti, Stafilococchi epidermidis, Streptococchi di gruppo A, Micobatteri non patogeni).
- Prodotti: Acqua e soluzioni antisettiche detergenti (Clorexidina, Iodopovidone).
- Quando: Prima di procedure invasive o che richiedono asepsi (cateterismo vescicale, inserimento cateteri venosi, punture esplorative, prelievi colturali). Nelle unità ad alto rischio (terapia intensiva, sala operatoria, patologia neonatale) prima del contatto con pazienti e tra un paziente e l'altro. Prima e dopo contatto con ferite. Dopo contatto con oggetti contaminati.
- Come: Inumidire mani e polsi, versare 4 ml di Clorexidina o Iodopovidone (con il gomito). Distribuire uniformemente per almeno 2 minuti (spazi interdigitali, zona periungueale). Risciacquare tenendo le mani sopra i gomiti. Asciugare mani e avambracci (telo sterile per interventi chirurgici, altrimenti carta monouso) iniziando da ogni dito, poi mano e avambraccio con movimento circolare.
- Lavaggio Pre-operatorio
- Perché: Massima riduzione della flora transitoria e buon abbattimento della flora residente con inibizione a lungo termine.
- Prodotti: Acqua e soluzioni antisettiche-detergenti (Clorexidina, Iodopovidone).
- Quando: Prima dell'intervento chirurgico.
- Come: Rimuovere oggetti decorativi. Unghie corte, arrotondate, limate, senza smalto. Bagnare mani e avambracci, versare antisettico (con gomito). Lavare mani e avambracci per circa 2 minuti. Risciacquare prima le mani, poi gli avambracci, tenendo le mani sopra i gomiti. Spazzolare le unghie per 1 minuto con spazzolino sterile bagnato di soluzione antisettica, poi gettarlo. Risciacquare come al punto 3 del lavaggio antisettico. Ripetere la procedura (altri 2 minuti) focalizzandosi su dita e spazi interdigitali. Risciacquare. Asciugare mani e avambracci con telo sterile, iniziando dalle singole dita, palmo/dorso, polso e avambraccio con movimenti circolari.
ATTENZIONE: Tra un intervento e l'altro e in caso di rottura dei guanti, il lavaggio delle mani va ripetuto con le stesse modalità e tempi del lavaggio antisettico.
Precauzioni Standard e Basate sulle Vie di Trasmissione
Le precauzioni standard sono misure universali destinate all'assistenza di tutti i malati, indipendentemente dalla diagnosi. Servono a ridurre il rischio di trasmissione da fonti note o non identificate e comprendono misure di barriera e comportamenti per prevenire la diffusione di germi ematogeni. Si adottano sempre per: sangue, secrezioni vaginali, spermatiche, latte materno, tessuti, liquido amniotico, cerebro-spinale, sinoviale, peritoneale. Si adottano in presenza di sangue visibile anche per: feci, secrezioni nasali, saliva, urine, vomito, sudore, lacrime. Sono rivolte a tutti gli operatori sanitari che possono venire a contatto con sangue o altro materiale biologico.
Le precauzioni standard includono:
- Adozione di misure di barriera
- Mascherina con visiera o occhiali protettivi: Per proteggere mucose da schizzi di sangue o liquidi biologici. Manipolare dai lacci, rimuovere slacciando prima il laccio inferiore, poi il superiore. Monouso. Visiere/occhiali non monouso vanno trattati per riutilizzo.
- Camici: Per prevenire contaminazione indumenti e proteggere la cute. Camice impermeabile per sala operatoria o servizi specifici.
- Guanti: Per procedure sul paziente o strumentario contaminato. Sostituire tra procedure diverse sullo stesso paziente e tra pazienti. Non sono sostitutivi del lavaggio delle mani.
- Igiene delle mani: Lavaggio immediato e accurato in caso di contatto accidentale con sangue o materiale organico, dopo la rimozione dei guanti, tra un paziente e l'altro e dopo procedure in sedi diverse sullo stesso paziente. Evitare anelli, bracciali, monili.
- Corretto uso e smaltimento di aghi e taglienti: Non reincappucciare, non rimuovere manualmente, non piegare/rompere. Smaltire in contenitori appositi.
- Decontaminazione dello strumentario riutilizzabile: Immediatamente dopo l'uso, immergere in soluzione disinfettante fenolica 0,4% per 30 minuti. Pulire con cautela usando guanti e mascherina con visiera. Materiale ben lavato e asciugato prima della disinfezione/sterilizzazione.
- Biancheria: Porre in sacchi appositi, manipolare con cautela e guanti. Materassi/coprimaterassi contaminati in sacchi impermeabili per lavaggio e disinfezione.
- Pulizia e disinfezione ambientale: Variano per modalità e frequenza in base all'area. La disinfezione delle superfici solo in aree ad alto rischio o in presenza di contaminazioni. Evitare nebulizzazione dell'aria per malattie a trasmissione aerea.
- Collocazione del paziente: Camera singola necessaria per malattie a trasmissione aerea o scarse condizioni igieniche. In caso di non disponibilità, contattare il personale del controllo infezioni.
Le precauzioni basate sulle vie di trasmissione si applicano a pazienti con patogeni altamente trasmissibili o epidemiologicamente importanti, diffusi per via aerea, tramite goccioline o contatto.
- Trasmissione aerea: Per agenti infettanti che si propagano con nuclei di goccioline e polvere, rimanendo sospesi per lunghi periodi. Esempio: tubercolosi.
- Trasmissione tramite goccioline: Per particelle di goccioline grandi prodotte da paziente con tosse, starnuti, conversazione o procedure. Richiede stretto contatto. Esempio: meningite.
- Trasmissione tramite contatto: Per microrganismi importanti attraverso contatto diretto (cute-cute) o indiretto (oggetto/strumento veicolo). Esempio: scabbia, pediculosi, salmonellosi.
Il Processo di Sterilizzazione del Materiale
La sterilizzazione è un momento cruciale per la prevenzione delle infezioni ospedaliere. La Direttiva Europea 93/42 responsabilizza l'azienda ospedaliera per tutte le fasi del processo, che deve essere convalidato e registrato.
Le fasi della preparazione del materiale e del processo di sterilizzazione sono:
- Decontaminazione: Riduce la carica microbica. Tutti i presidi riutilizzabili venuti a contatto con materiale potenzialmente infetto devono essere immersi in soluzione di Fenoli per 30 minuti (DPR 28 settembre 1990).
- Pulizia manuale: Dopo la decontaminazione, il materiale riutilizzabile deve essere lavato accuratamente. L'operatore deve indossare camici, grembiule impermeabile, guanti domestici, mascherina monouso, occhiali/visiera. Immergere lo strumentario aperto/smontato in detergente proteolitico (25 ml in 5 lt d'acqua a 50°C) per 10-20 minuti, quindi risciacquare abbondantemente.
- Asciugatura: Il materiale deve essere accuratamente asciugato per non compromettere la sterilizzazione a vapore (l'acqua residua può comprometterla) o evitare la formazione di sostanze tossiche (glicole etilenico) con l'Ossido di Etilene. Per materiali cavi, usare aria compressa o disporli verticalmente.
- Manutenzione dello strumentario: Lubrificare i ferri chirurgici con olio spray (sconsigliato olio al silicone che forma una pellicola impermeabile al vapore).
- Confezionamento: Prima del confezionamento, controllare che il materiale sia pulito, integro e asciutto; smontare le parti e togliere i tappi; proteggere punte di aghi e oggetti taglienti. Il confezionamento deve garantire la conservazione della sterilità, permettere la penetrazione dell'agente sterilizzante e ridurre il rischio di contaminazione all'apertura. Tipi includono cestelli, containers con filtro/valvole, carta medical grade, accoppiato carta poliestere-polipropilene (singola o doppia, Tyvek). La saldatura deve essere lineare e a tenuta, con identificazione del reparto sul lato poliestere polipropilene.
- Caricamento: Ogni confezione deve essere identificabile con un codice (numero sterilizzatrice, data, numero ciclo). L'autoclave non deve essere riempita eccessivamente e le confezioni devono essere disposte verticalmente, senza toccare le pareti, per facilitare la penetrazione del vapore.
- Sterilizzazione: Tipi comuni sono autoclavi a vapore (121°C per gomma/plastica, 134°C per tessili/strumenti/vetreria) e autoclavi ad Ossido di Etilene (55°C, o 37°C per alcuni endoscopi, per materiale termolabile). Ogni ciclo deve essere documentato. Dopo sterilizzazione a Ossido di Etilene, il materiale va degasato per 48 ore. Non sterilizzare con Ossido di Etilene materiali già sterilizzati con raggi gamma.
- Trasporto: Utilizzare carrelli chiusi per il trasferimento, prestando attenzione all'igiene delle mani.
- Stoccaggio: Conservare il materiale sterilizzato in armadi chiusi, in ambiente pulito con umidità e temperatura controllate. I tempi di mantenimento della sterilità variano (es. cestelli con ghiera 1 giorno, containers con guarnizione 28/30 giorni, Tyvek 2 anni). I filtri poliuso vanno sostituiti ogni 60 cicli.
Prevenzione delle Infezioni del Sito Chirurgico
Le infezioni del sito chirurgico sono la seconda localizzazione più frequente delle infezioni ospedaliere e possono essere superficiali, profonde o interessare organi e cavità. La prevenzione si articola in tre momenti: prima, durante e dopo l'intervento chirurgico.
Prima dell'intervento chirurgico
- Degenza preoperatoria: L'incidenza delle infezioni è direttamente proporzionale alla durata della degenza preoperatoria.
- Preparazione del paziente: Igiene personale adeguata per ridurre la flora residente cutanea. Sostituzione di biancheria da letto e personale prima di entrare in sala operatoria.
- Tricotomia: Solo se i peli interferiscono con le procedure, effettuata con strumenti monouso e in stretta connessione temporale con l'intervento, evitando lesioni cutanee.
- Doccia pre-operatoria: Raccomandata la sera prima o il giorno stesso dopo la tricotomia, con antisettico. Se il paziente non è autonomo, verificare igiene in sede d'intervento, ombelico, genitali, ascelle, spazi interdigitali. L'uso dello stesso antisettico per la doccia e l'antisepsi della sede di incisione è fortemente raccomandato.
Durante l'intervento chirurgico e misure di prevenzione dei rischi in sala operatoria
- Preparazione dell'operatore
- Accesso alla sede operatoria (zona lavandini, preparazione, risveglio, sala) riservato al personale coinvolto.
- Uso di calzature e divise pulite dedicate alla sala.
- Lavaggio sociale delle mani con unghie corte, senza smalto, rimuovendo oggetti decorativi.
- Uso di maschera chirurgica e copricapo (mascherina efficace per 30 min - 3-5 ore).
- Massima riduzione del traffico nelle aree a bassa carica microbica.
- Per l'équipe chirurgica che accede al campo operatorio: lavaggio preoperatorio delle mani (Clorexidina o Iodofori), togliendo oggetti decorativi, unghie corte/arrotondate/limare/senza smalto. Seguire la procedura dettagliata del lavaggio preoperatorio delle mani (vedi sopra). Asciugare con telo sterile.
- Vestizione con tecniche asettiche (camice e guanti sterili), mantenendo la sterilità.
- Sostituzione di maschera, camice e copricapo tra un intervento e l'altro.
- Preparazione del paziente
- Verifica della pulizia dell'area di incisione.
- Antisepsi del campo operatorio con soluzioni acquose a base di Iodofori o Clorexidina in soluzione alcoolica (se intolleranza), partendo dal centro verso la periferia per 3-4 minuti.
- Adeguata copertura del campo operatorio con teleria sterile e mantenimento dell'asepsi.
- Utilizzo di biancheria e strumentario dedicato a ogni singolo paziente, con sostituzione completa ad ogni intervento (anche materiale non utilizzato).
- Tecnica chirurgica: I criteri di buona pratica chirurgica influenzano la resistenza del sito all'aggressione microbica.
- Ridurre il traumatismo dei tessuti, garantire adeguata emostasi, evitare necrosi eccessiva, limitare corpi estranei/sostanze emostatiche.
- Valutare attentamente tipo e tecnica di sutura (calibro, non ischemizzante).
- Rimuovere tessuti necrotici/devitalizzati, chiudere la ferita per via primaria (lasciare aperte ferite contaminate).
- Utilizzare drenaggi a circuito chiuso, posizionarli con incisione diversa dalla ferita e rimuoverli il prima possibile.
- Ambiente
- Prima della seduta operatoria: Spolveratura umida di superfici piane e pavimento, mantenimento porte chiuse per bassa carica microbica.
- Tra un intervento e l'altro: Allontanare rifiuti, biancheria sporca, strumentario, prime vie del sistema di aspirazione. Decontaminare e pulire materiale organico con Clorexidina 3% o Clorossidante Elettrolitico 2,8% diluito al 5%.
- Controllo del traffico: Il numero di contaminanti batterici è direttamente proporzionale al numero di persone in movimento.
Dopo l'intervento chirurgico
- Raccomandazioni per la cura delle ferite
- Medicazione in sale a bassa carica microbica, suddivisione pazienti per tipo di intervento.
- Lavaggio antisettico delle mani prima e dopo il contatto con la ferita.
- Uso di guanti sterili per medicare ferite aperte o recenti, e set monopaziente.
- Sostituzione della medicazione quando la ferita è chiusa (dopo 24-48 ore). Rimozione prima delle 24-48 ore solo se bagnata o sintomi di infezione (febbre, dolore localizzato). Sgrassare la cute circostante con Etere se necessario.
- Antisepsi della ferita pulita: Soluzioni antisettiche a base di Iodopovidone, copertura con cerotto medicato o garze sterili, svuotamento serbatoi drenanti.
- Detersione e antisepsi della ferita infetta: Detergere con Clorossidante elettrolitico 1,1% di Cloro attivo diluito al 5% o Perossido di Idrogeno 3% 10 volumi, evitando di diffondere il materiale infetto. Pulire con soluzione fisiologica. Eseguire antisepsi con Iodopovidone. Zaffare se necessario. Coprire con cerotto medicato o garze sterili. Allontanare materiale di medicazione in contenitori per rifiuti speciali. In caso di materiale purulento o secrezioni sospette, eseguire esame colturale.
Misure generiche di non documentata efficacia per la prevenzione delle infezioni del sito chirurgico (e quindi sconsigliate):
- Sorveglianza microbiologica di routine dell'ambiente (aria e superfici)
- Tappetini disinfettanti in sala operatoria
- Ricerca routinaria dei portatori asintomatici tra il personale
- Lavaggio del sito chirurgico con antibiotici
- Nebulizzazione e aerosolizzazione dell'aria
Domande Frequenti sulle Infezioni Ospedaliere (FAQ)
Cosa si intende per infezione nosocomiale e quali sono le sue caratteristiche?
Un'infezione nosocomiale è un'infezione contratta in ospedale che si manifesta durante il ricovero o dopo la dimissione, non essendo presente o in incubazione al momento dell'ammissione. Spesso è causata da microrganismi opportunisti e può essere sostenuta da ceppi antibiotico-resistenti. Allunga la degenza e può causare disabilità o morte.
Quali sono i fattori di rischio principali che contribuiscono allo sviluppo delle infezioni ospedaliere?
I fattori di rischio si dividono in intrinseci (non modificabili) come età, sesso, malattie preesistenti e patologie associate che riducono le difese immunitarie; ed estrinseci (modificabili) come la durata della degenza, la durata dell'intervento chirurgico, e la presenza di cateteri urinari o intravascolari. I pazienti immunocompromessi sono particolarmente vulnerabili.
Perché il lavaggio delle mani è considerato la misura più efficace nella prevenzione delle infezioni ospedaliere?
Il lavaggio delle mani è cruciale perché le mani del personale sanitario sono il principale veicolo di trasmissione di microrganismi. Una corretta igiene delle mani rimuove flora transitoria e riduce la flora residente, interrompendo la catena di infezione tra paziente, operatore e ambiente. I CDC lo classificano come la misura più importante, capace di ridurre il tasso di infezioni fino al 40%.
Quali sono le fasi essenziali del processo di sterilizzazione del materiale chirurgico e perché sono importanti?
Le fasi includono decontaminazione, pulizia manuale, asciugatura, manutenzione, confezionamento, caricamento e sterilizzazione vera e propria. Ogni fase è vitale: la decontaminazione riduce la carica microbica iniziale, la pulizia rimuove i residui, l'asciugatura previene l'inefficacia del vapore o la formazione di tossine, il confezionamento mantiene la sterilità e le fasi di caricamento e sterilizzazione garantiscono un trattamento efficace. Un processo ben eseguito assicura materiale sicuro e previene la trasmissione di infezioni.
Quali sono le precauzioni specifiche da adottare prima, durante e dopo un intervento chirurgico per prevenire infezioni del sito chirurgico?
Prima dell'intervento, si raccomanda una breve degenza preoperatoria, un'accurata igiene personale del paziente (anche doccia pre-operatoria con antisettico) ed eventualmente tricotomia solo se necessaria. Durante l'intervento, è fondamentale la preparazione rigorosa dell'operatore (lavaggio pre-operatorio, divise sterili, mascherine), la preparazione del campo operatorio del paziente (antisepsi e copertura sterile), l'adozione di una tecnica chirurgica minuziosa e il mantenimento di un ambiente sterile e controllato in sala operatoria. Dopo l'intervento, la cura della ferita prevede medicazioni in ambienti a bassa carica microbica, lavaggio antisettico delle mani, uso di guanti e set sterili, e la gestione adeguata delle ferite pulite o infette, con rimozione tempestiva dei drenaggi.